CODICE ROSSO (SBIADITO?)



Questo contributo è stato scritto in collaborazione con i professionisti di LexEducation.it



Ne hanno parlato tutti e ora tocca a noi: oggi parliamo della tanto sbandierata legge “Codice Rosso” (per gli appassionati di Gazzetta ufficiale la legge è la numero 69 del 19 luglio 2019, in vigore dal 9 agosto).



Quattro nuovi reati

L’idea è abbastanza semplice: il Parlamento ha voluto introdurre delle norme che tutelino al meglio le vittime di violenza domestica e di genere. Ecco in sintesi cosa c’è di nuovo.


Innanzitutto ci sono 4 nuovi reati:

1- Il cosiddetto reato di revenge porn (ne avevamo già parlato qui), il nuovo art. 612ter c.p. Punisce chi diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito a terzi, senza il consenso del soggetto ritratto. La pena è piuttosto severa, da uno a sei anni oltre alla multa da 5 a 15 mila euro. Il reato poi è corredato da una serie di aggravanti nel caso in cui il fatto si commesso via internet o se la vittima sia il coniuge o il partner o un soggetto particolarmente vulnerabile. Salvo alcune eccezioni, affinché il procedimento penale inizi è necessario che la vittima sporga querela; lo può fare entro 6 mesi dal fatto.


2- l secondo nuovo reato è l’art. 583 quater c.p. e punisce da 8 a 14 anni chiunque causi ad altri lo sfregio o la deformazione permanente del viso. Occhio però! Nulla di nuovo.. prima di questa legge fatti del genere (che portano alla mente gravissime vicende di cronaca) erano già puniti. Il reato di lesioni prevedeva un’aggravante sostanzialmente identica. Con questa legge è stata cancellata l’aggravante ed è stato creato un reato specifico. Insomma, nessuna novità.


3- Il terzo, è l’art. 387 bis c.p. che punisce con la pena da 6 mesi a 3 anni la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento alla persona offesa. Cosa significa? Facciamo un paio di esempi.

Nel caso di una denuncia per maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) se ci sono i presupposti di legge il giudice può ordinare al denunciato di lasciare la casa familiare e non accedervi senza autorizzazione.

Oppure nel caso di una denuncia per stalking (art. 612bis) il giudice può ordinare al denunciato di non avvicinarsi alla persona offesa e ai luoghi da questa frequentati.

Ecco: in casi come questi ora, se il denunciato viola questi divieti commette un reato.

E prima? Prima non era previsto nessun reato ma non significa che queste violazioni non avessero delle conseguenze. Il giudice, infatti, ora come allora, può decidere di sostituire la misura cautelare con una più grave; significa passare per esempio dal divieto di avvicinamento agli arresti domiciliari o anche alla custodia in carcere. Il tutto in attesa del processo.


4- L'ultimo nuovo reato è il nuovo art. 558-bis c.p., costrizione o induzione al matrimonio punito da 1 a 5 anni di reclusione. Una particolarità: il reato è perseguibile dallo Stato italiano anche se commesso all’estero da parte di (o in danno di) un cittadino italiano o di uno straniero residente in italia.



INASPRIMENTO DELLE PENE

Altro pilastro della legge è poi l’inasprimento delle pene.

Il reato di maltrattamenti in famiglia prima punito da 2 a 6 anni ora è punito da 3 a 7 anni di reclusione

Il reato di stalking prima punito da sei mesi a 5 anni ora è punito da 1 a 6 anni e sei mesi di reclusione.

Il reato di violenza sessuale prima punito da 5 a 10 anni ora è punito da 6 a 12 anni.

Il reato di violenza sessuale di gruppo prima punito da 6 a 12 anni ora è punito da 8 a 14 anni.


L’efficacia di questi aumenti di pena? Difficile dirlo.

Numerosi studi hanno messo in discussione l’equazione pena più alta = meno reati commessi. Se ti va di approfondire il tema ti lascio il link di questo articolo scritto da due docenti universitari secondo i quali ha maggiore forza deterrente una più alta probabilità di essere scoperti e certamente puniti piuttosto che la gravità della pena.

Sempre a proposito di pena: la legge ha previsto che, nel caso di condanna per maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale e lesioni aggravate per ottenere la sospensione condizionale della pena il condannato deve sottoporsi a specifici programmi di recupero e assistenza psicologica.



MODIFICHE PROCEDURALI

La legge Codice Rosso è stata presentata come una “corsia preferenziale” per alcuni reati particolarmente odiosi. Si è infatti cercato di apportare alcune modifiche al codice di procedura penale che consentano al pubblico ministero di essere messo a conoscenza il più presto possibile di denunce per violenza sessuale, stalking, maltrattamenti ecc.

In base alla nuova legge il magistrato, infatti, entro tre giorni dovrà ascoltare personalmente la vittima per poter valutare direttamente il racconto e predisporre le azioni necessarie per tutelarla al meglio.


Altra novità interessante è l’ampliamento dell’uso del braccialetto elettronico. D’ora in avanti si potrà utilizzare per monitorare in tempo reale anche i soggetti sottoposti alle misure cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e l’allontanamento dalla casa familiare. Finora era applicabile solamente a chi era in regime di arresti domiciliari.


Per quanto riguarda le novità non strettamente penali il codice rosso ha previsto la trasmissione obbligatoria al giudice civile di alcuni atti come ad esempio l’ordinanza che applica una misura cautelare, l’avviso di conclusione indagini e la sentenza. Ciò significa che il giudice che deve decidere su separazione, divorzio o potestà genitoriale sarà sempre informato nel caso in cui una delle parti abbia commesso reati come maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, stalking ecc..


UN'ULTIMA COSA

Lo sapevi che se sei vittima di stalking, maltrattamenti in famiglia o violenza sessuale hai sempre diritto al gratuito patrocinio? La legge infatti prevede che sia lo Stato a pagare il tuo avvocato, sempre e in ogni caso, a prescindere dal tuo reddito.



Puoi ascoltare la versione podcast di questo articolo sul sito LexEducation.it/podcast ma anche su Spotify, Apple Podcast e Spreaker.


#codicerosso #stalking #maltrattamenti #violenzasessuale #revengeporn #lexeducation

26 visualizzazioni

Hai un problema simile?

I nostri professionisti possono aiutarti.

Contattaci compilando il form. Oppure visita la pagina CONTATTI

Cliccando sul tasto invia dichiaro di aver preso visione dell'Informativa sulla Privacy resa ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e Reg. 679/2016 e autorizzo il trattamento dei dati personali secondo l'informativa stessa.

Studio Legale Maisano
Via Castiglione, 124 - 40136 - Bologna
Tel. 051 331416 - Fax. 051.0076252 - Cell. 338.6418759

Email: maisano@studiolegalemaisano.it

Pec: francesco.maisano@ordineavvocatibopec.it

  • Facebook - White Circle
  • LinkedIn - White Circle

Il titolare dello Studio Legale Maisano è

Avv. Francesco Antonio Maisano

Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bologna

Iscritto all' Albo Speciale patrocinatori Giurisdizioni Superiori

P.IVA. 03675710374