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Diritto all'indennizzo per le vittime di reati violenti. La nuova disciplina



Maglie più larghe nel riconoscimento del diritto all'indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti.

Il Parlamento ha recentemente approvato la nuova disciplina a seguito della procedura di infrazione 2011/4147 CE. La Commissione Europea contestava allo Stato italiano di non aver dato corretta attuazione alla Direttiva 2004/80/CE, limitando l'accesso all'indennizzo solamente alle vittime di alcuni reati violenti in particolare terrorismo e criminalità organizzata.

Le prime aperture della legge 7 luglio 2016, n. 122

Con la cd. Legge Europea 2015-2015 (L. n. 122/2016) l'Italia aveva già recepito i rilievi emersi con la procedura d'infrazione estendendo la possibilità dell'indennizzo alle vittime di ogni reato doloso commesso con violenza nonché alle vittime del reato di "caporalato" (art. 603-bis c.p.). Escluse, invece, le vittime di percosse e lesioni a meno che non ricorra una delle aggravanti previste dall'art. 583 c.p. (lesioni gravi e gravissime). L'indennizzo viene riconosciuto a rifusione delle spese mediche e assistenziali sostenute dalle vittime. Nei casi di omicidio e violenza sessuale, infine, l'indennizzo viene riconosciuto anche in assenza di spese mediche.

Le recenti modifiche

La Legge Europea 2017 ha modificato i requisiti necessari per richiedere l'indennizzo, che ora può essere riconosciuto a prescindere dal reddito annuo percepito dalla vittima.

I requisiti attualmente sono, pertanto:

- Aver già tentato infruttuosamente l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato (condannato insolvente); tale requisito non è necessario nel caso in cui l'autore del reato sia rimasto ignoto oppure sia stato ammesso al Patrocinio a Spese dello Stato.

- Non aver concorso, anche con colpa, alla commissione del reato o di reato connesso.

- Non aver riportato condanne per uno dei reati compresi all'art. 407, comma 2, lettera a) c.p.p. né per reati fiscali, alla data di presentazione della domanda;

- Non aver percepito, per lo stesso fatto, somme superiori a 5.000 € erogate a qualunque titolo da soggetti pubblici o privati

Gli indennizzi

Con decreto del 31 agosto 2017 il Ministero dell'Interno e della Giustizia hanno quantificato gli indennizzi previsti:

- 7.200 € in caso di omicidio, aumentati a 8.200 € in favore dei figli della vittima nel caso di omicidio commesso dal coniuge o ex coniuge

- 4.800 € in caso di violenza sessuale;

- fino a 3.000 € in tutti gli altri casi.

Termini per la richiesta

I termini sono molto ristretti: la domanda deve essere presentata (corredata da idonea documentazione) entro 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza penale o da altro provvedimento emesso dal giudice.

L'indennizzo può essere richiesto anche per reati commessi tra il 30 giugno 2005 e la data di entrata in vigore della Legge Europea 2017. In questo caso il termine è 120 giorni dall'entrata in vigore della legge.

avv. Alberto Bernardi

Studio Legale Maisano

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