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Privacy e lotta al terrorismo: tabulati telefonici e traffico internet conservati per 6 anni



Nella seduta dell’ 8 novembre scorso la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la cd. Legge Europea 2017, il provvedimento legislativo con il quale il nostro Parlamento da attuazione agli obblighi derivanti dall’Ordinamento dell’Unione Europea.

Si tratta di un provvedimento eterogeneo contenente disposizioni in settori molto diversi fra loro, dall’ambiente agli ascensori.

L’art. 24 della Legge Europea 2017 recepisce la Direttiva UE 2017/541 in materia di lotta al terrorismo. La norma ha apportato importanti deroghe al D.lgs. 196/2003 (Codice della Privacy), aumentando a 72 mesi il periodo di conservazione dei dati relativi al traffico telefonico e telematico da parte dei gestori del servizio.

Precedentemente i dati relativi ai tabulati telefonici erano conservati per 24 mesi, per 12 mesi il traffico internet e per soli 30 giorni le chiamate senza risposta.

Solo per finalità di accertamento e repressione

Tali deroghe, tuttavia, riguardano esclusivamente l'accertamento e la repressione di alcuni gravi reati fra i quali: reati con finalità di terrorismo, associazione per delinquere di stampo mafioso, strage ma anche omicidio volontario, rapina aggravata, estorsione aggravata e sequestro di persona.

E le indagini difensive?

Pare lecito chiedersi, tuttavia, se a tali dati "estesi" possano avere accesso solamente gli inquirenti in sede d'indagine (come suggerisce il tenore letterale della legge) oppure anche il difensore nell'espletamento di indagini difensive a tutela del proprio assistito indagato o imputato in un procedimento per taluno dei reati previsti dalla legge.

E' del tutto evidente che laddove si optasse per la prima interpretazione ci troveremmo di fronte ad una grave violazione del diritto di difesa (art. 24 Cost.) che aprirebbe la strada ad una eccezione di legittimità costituzionale.

avv. Alberto Bernardi

Studio Legale Maisano

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#privacy #intercettazioni #terrorismo #dataretention

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