RUMORI MOLESTI: quando il disturbo del sonno è reato? (Cass. sez. 3 nr. 25424/2016)



I FATTI:

Il gestore di un bar organizzava presso il suo locale una "Festa della birra" con musica dal vivo, regolarmente autorizzata fino alle ore 1:00.

I festeggiamenti però si protraevano ben oltre l'orario stabilito dall'autorizzazione comunale e cessavano solamente alle 4:00, dopo che un vicino, tenuto sveglio dal rumore, faceva intervenire i Carabinieri.

Tale fatto può costituire reato ex art. 659 c.p.? E che rapporto c'è, invece con l'illecito amministrativo previsto dall'art. 10 co. 2 L. 447/95 (Legge quadro sull'inquinamento acustico)?

E' a questi interrogativi che ha dato risposta la Corte di Cassazione con la sentenza nr. 25424 del 5 giugno 2016 (dep. il 20 giugno 2016)

LE DISPOSIZIONI:

Art. 659 c.p. "Disturbo delle occupazioni o del riposo"

1. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro .

2. Si applica l’ammenda da 103 euro a 516 euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità.

Art. 10 co. 2 L. 447/95 "Sanzioni amministrative"

2. Chiunque, nell'esercizio o nell'impiego di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori limite di emissione o di immissione di cui all'articolo 2, comma 1, lettere e) e f), fissati in conformità al disposto dell'articolo 3, comma 1, lettera a), è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 1.000.000 a lire 10.000.000.

LA CORTE

La Corte, peraltro rifacendosi ad un precedente orientamento giurisprudenziale, rileva che con riferimento a rumori che superino la normale tollerabilità nell'ambito di una attività lavorativa legittimamente autorizzata possono verificarsi tre diverse situazioni, con relative sanzioni.

1) Illecito amministrativo previsto dall'art. 10 co. 2 l. 447/95: in caso di rumore generico con superamento dei limiti differenziali fissati dalla legge.

2) Reato ex art. 659 primo comma c.p.: in caso di rumore con superamento dei limiti differenziali fissati dalla legge causato dall'esercizio di un mesterie in modo eccedente i normali usi con disturbo del riposo o delle occupazioni delle persone.

3) Reato ex art. 659 secondo comma c.p.: in caso di rumore con superamento dei limiti differenziali fissati dalla legge causato dall'esercizio di un mesterie con violazione delle prescrizioni imposte dalla legge o dall'Autorità con disturbo del riposo o delle occupazioni delle persone

Ai fini della configurazione del reato, tuttavia, è necessario che sussista anche un ulteriore requisito: il rumore deve essere potenzialmente idoneo a disturbare la quiete e il riposo di un numero indeterminato di persone. Non è pertanto sufficiente la lamentela di una o più singole persone ad integrare il reato.

Nel caso in esame alcuni testimoni avevano addirittura escluso di aver sentito nulla di anormale quella notte e di non essere stati disturbati.

La sentenza di condanna veniva quindi annullata senza rinvio dalla Suprema Corte.

Avv. Alberto Bernardi

Studio Legale Maisano

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Scarica la sentenza Cass. Sez. 3 nr. 25424/2016


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